mercoledì 30 maggio 2012
Bocconcini di Tacchino e Finocchi
Ingredienti per due persone:
200 gr di spezzatino di tacchino magro, 1 finocchio grande o due piccolini, 4 cucchiaini di olio extravergine d'oliva, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe QB.
Procedimento:
Tagliare a fettine sottili il finocchio e se i pezzi di tacchino sono molto grossi riducete anche quelli in piccoli bocconcini.
In una padella versate l'olio e adagiate i finocchi, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma viva per circa 7 - 8 minuti.
Poi aggiungete anche i bocconi di carne, il sale, il pepe e il vino bianco. Lasciate cuocere per una 15 di minuti.
Questa è una ricetta a basso contenuto calorico, l'ho sperimentata in questi giorni che sono in regime dietetico controllato. Quindi anche chi è a dieta o attento comunque alla linea può assaporare un gusto tutto leggero e raffinato.
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lunedì 14 maggio 2012
Le Graffe
Ingredienti per circa 40 graffette da 6 cm di diametro:
750 gr di Farina 00, 8 uova (6 tuorli e 2 intere), 2 lieviti di birra, 8 cucchiai di zucchero, 80 gr di burro o margarina, 500 gr di patate lesse, un pizzico di sale, la buccia di un limone grattugiata. Zucchero semolato in abbondanza per ricoprire, 500 ml di olio per frittura
Procedimento:
Formate una fontana con la farina, all'interno rompeteci le due uova intere e poi aggiungeteci i rossi (con gli albumi che avanzano io di solito faccio delle meringhe, così non buttiamo via nulla), schiacciate le patate ancora calde, aggiungete il burro, il sale e il lievito in due punti separati in modo da non farli entrare in contatto, lo zucchero e il limone grattugiato.
Iniziamo ad impastare ed amalgamare bene tutti gli ingredienti e formiamo una bella palla di impasto
Se avete tempo, fatela crescere per una mezz'oretta, altrimenti passate subito a formare le graffette e cresceranno dopo.
Su un piano da lavoro stendiamo un foglio di carta da forno, dove sistemeremo le nostre ciambelle.
Prendiamo un pezzo di pasta, facciamo una pallina e schiacciamola sul piano da lavoro, poi con l'aiuto di un tappo di bottiglia, facciamo il nostro buco della ciambella.
Quello che resta nel tappo aggiungetelo al resto dell'impasto.
Lasciamole crescere fino a che non saranno belle gonfie ( il tempo dipende dal clima ovviamente, se fa caldo cresceranno praticamente subito, se fa più freddo devono avere almeno 2 ore di crescita).
A questo punto con una forbice o una taglierina cercate di ritagliare la carta da forno in modo da separare singolarmente le graffe. Questo è un piccolo trucchetto per evitare di toccare l'impasto con le mani e farlo di conseguenza sgonfiare, infatti immergeremo nell'olio bollente la ciambella con tutta la sua carta da forno, che toglieremo appena essa si stacca.
Con l'aiuto di un cucchiaio, mentre il lato all'intero dell'olio cuoce, versiamo dell'olio bollente anche sulla parte superiore. Mi raccomando la temperatura dell'olio: inizialmente fatelo fare molto caldo, ma al momento della cottura abbassate la fiamma e cuoce a fuoco dolce, altrimenti vi risulteranno crude dentro. Un altro consiglio è di cuocere le ciambelle una per volta, in una padellina stretta ma alta. Ci vorrà un po' più di tempo ma ne varrà la pena.
Quando saranno ben bionde passatele direttamente dall'olio al piatto con lo zucchero semolato, fate in modo che lo zucchero ricopra ogni punto e sistematele su un vassoio. Sono ottime calde, ma anche fredde sono deliziose.
mercoledì 9 maggio 2012
Lasagne Vegetali
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pasta all'uovo, 300 gr di fagiolini, 500 gr di patate, 3 dosi di besciamella (più o meno dev'essere circa un litro di crema), 400 gr di pesto, 500 gr di provola fresca, parmigiano grattugiato q.b., pepe.
Procedimento:
Tagliamo le patate a dadini e facciamole sbollentare per un quarto d'ora circa, cuociamo anche i fagiolini e una volta cotti tagliamoli a pezzettini e mettiamoli da una parte.
Tagliamo anche la provola a dadini e mettiamola un po' in frigo in modo che non sarà troppo fresca.
Poi preparate la besciamella o con la vostra ricetta oppure con la mia triplicando le dosi, una volta pronta versateci 250 gr di pesto e amalgamate bene il tutto, la besciamella diventerà di bel verdino.
Stendete la pasta all'uovo molto energicamente, deve diventare sottilissima, perchè non andremo a pre - cuocerla. Prendete una bella teglia da forno e imburrate e foderate con il pan grattato fino ai bordi. Stendete il primo strato di pasta e versate sopra una manciata di patate e fagiolini, la provola, un paio di mestoli bel distribuiti di besciamella, e qualche cucchiaino qua e la di pesto, un po' di parmigiano e di pepe e poi ricoprite con un altro strato di pasta.
Continuate a strati fino a fine ingredienti. Completate l'ultimo strato solo con besciamella, pesto, parmigiano e pepe.
Infornate a 200° per 30 - 40 minuti, e servite dopo averla fatta riposare una decina di minuti dopo il forno.

mercoledì 2 maggio 2012
Delizia al limone
Ingredienti per la base:
3 uova, 180 gr di zucchero, 80 gr di farina, 80 gr di fecola di patate, un bicchierino di limoncello, 150 ml di olio di semi, un pizzico di sale, una bustina di lievito per dolci.
Ingredienti per la crema:
2 limoni (di cui ne useremo sia la buccia grattugiata sia il succo), 60 gr di margarina o burro, 3 uova, 250 gr di zucchero.
Ingredienti per la bagna:
150 ml di limoncello, 150 ml di acqua, 50 gr di zucchero.
Ingredienti per la glassa:
300 ml di panna per dolci liquida, 4 - 5 cucchiai di crema al limone avanzata dalla farcitura.
Procedimento:
Sbattere le uova con un frullino elettrico, fino a quando non diventano spumose, poi aggiungere lo zucchero a cucchiaiate. Montare bene. Setacciare la farina e la fecola (anche insieme) ed incorporare lentamente. Versare l'olio a filo e il pizzico di sale. Poi in ordine il liquore e la bustina di lievito.
Lavorate bene sempre con il frullino, più si lavora meglio si amalgamano gli ingredienti, deve risultare come in foto un impasto ricco di bollicine.
Procuratevi dei piccoli stampi tondi e a cupoletta (se non ne avete potete farne una grande tipo torta, odi qualunque altra forma preferiate), imburrateli ed infarinateli e riempiteli con l'impasto ottenuto, lasciando circa un centimetro al disopra dell'impasto.
Cuocete a 160 - 180° per circa mezz'ora o comunque finchè non saranno ben dorati.
Lasciate raffreddare
Prepariamo ora la crema e la bagna che dovranno entrambi raffreddare.
Sbattete con una forchetta le uova e versatele in un pentolino antiaderente, grattugiate la buccia dei limoni e poi ricavatene il succo e unite alle uova nel pentolino con lo zucchero ed il burro. Accendete la fiamma, ma mantenete il fioco molto basso, la crema dovrà cuocere lentamente.
Mescolate fino a che non arriverà ad ebollizione dopodiché spegnete, filtratela con un colino (così non resteranno i pezzetti di limone grattugiato) e versatela in una coppetta e coprite con un velo di pellicola facendola aderire alla crema, in questo modo non creerà panni duri in superficie.
In un altro pentolino versate l'acqua e lo zucchero per la bagna e portate all'ebollizione lasciando bollire per 3 minuti. Lasciamo raffreddare e poi uniteci il limoncello.
A questo punto abbiamo tutti gli elementi per strutturare la nostra delizia.
Apriamo a metà le tortine e inumidiamo la parte inferiore con la bagna, poi stendiamo un strato di crema, dopodichè ricopriamo con l'altra metà delle tortina e versiamo anche su quella un po' di bagna.
Ripetiamo questo procedimento per tutte le tortine che avrete fatto.
Prepariamo ora la glassa. In un recipiente mettete la panna liquida e iniziate a inserirvi a cucchiaiate la crema di limone, all'inizio sembrerà che il tutto diventi solido, ma poi mescolando dolcemente vi risulterà un crema morbida.
Versate tale glassa su tutte le tortine, ricoprendo ogni punto.
Potete o lasciare le torte così e decorare con fettine di limone o rendere il tutto ancora più goloso decorando con strisce di panna montata come ho fatto io. Servire fredda di frigo.
Varianti e consigli:
Questo tipo di dolce è preferibile farlo il giorno prima per essere servita il giorno dopo, quando riposa in frigo un bel po' è più buona.
martedì 24 aprile 2012
Fusilli con crema di funghi porcini
Ingredienti per 4 persone:
350 gr di fusilli, 60 gr di funghi porcini secchi, 200 ml di panna da cucina, 1 bicchiere d'acqua, mezzo bicchiere di vino bianco, 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva, aglio - prezzemolo - sale - acqua di cottura della pasta - parmigiano grattugiato quanto bastano.
Procedimento:
In un po' di acqua tiepida mettere in ammollo i funghi per circa mezz'ora, poi sciacquare un po' e strizzarli con le mani.
In una padella mettere i due cucchiai d'olio, il prezzemolo, l'aglio e il vino bianco e versare i funghi ammollati e strizzati. Lasciate cuocere 10 minuti.
In un mixer, o nel bicchiere del frullatore ad immersione, versate i funghi cotti, la panna e il bicchiere d'acqua, aggiustate di sale e frulliamo il tutto fino a ridurlo in crema.
Riversate nella padella e lasciamo cuocere altri 2 - 3 minuti. Cuociamo e scoliamo la pasta, lasciandovi da parte una tazza di acqua di cottura, e versiamo i fusilli nella padella, facciamo saltare il tutto aggiungendo un d'acqua della pasta in modo che resti il tutto bello cremoso.
Servire con una manciata di parmigiano grattugiato.
Varianti e Consigli:
Io per questa ricetta ho usato i funghi secchi, quindi ho dato le dosi per quello che ho usato, ma se volete potete usare quelli freschi, che essendo di loro molto saporiti, credo che se calcoliamo un fungo di media grandezza a testa secondo me è perfetto.
Anche per la pasta non vi è una vera è proprio regola, io ho usato fusilli integrali, ma potete veramente provarla con tutto questa salsa anche con le tagliatelle all'uovo.
Se dimenticate di togliere la tazza di acqua di cottura non disperate, potete aggiungere anche dell'acqua calda normale ;).
lunedì 23 aprile 2012
Noi che... Il Vino: Il Bardolino DOC
Come una terrazza sul Lago di Garda, Bardolino è uno dei comuni sui quali si produce l'omonimo vino. Tutto il territorio che costeggia il grande lago, da Peschiera a Valeggio, è dominato da vigneti antichi risalenti all'epoca di Teodorico, re degli Ostrogoti, che ne apprezzava già le eleganti qualità.
Ne esiste più di una versione, il classico infatti può essere Superiore e Novello, e il Chiaretto che è possibile gustarlo anche nella versione spumante. Va bevuto giovane, tranne il Superiore che deve avere almeno un anno di invecchiamento.
Il suo colore nella versione classica è il rosso rubino chiaro, granata nell'invecchiamento. E' tendenzialmente secco e sottile al palato, con piccoli retrogusti amarognoli e solo un poche occasioni leggermente frizzante.
Ottimo l'abbinamento del Classico con le paste ripiene e sughi di selvaggina (pappardelle al sugo di lepre), con i secondi carne e con preparazioni a base di funghi e formaggi stagionati.
Va servito ad una temperatura di circa 16 - 18° C, mentre almeno a 15°C la versione Spumante e Chiaretto, quest'ultimo fornisce un abbinamento a tutto pasto.
domenica 15 aprile 2012
Noi che... Il Vino: Il Chianti DOCG
Chi dice donna dice danno... ma chi dice Chianti dice Toscana!
Un vino che ci rappresenta in tutto il mondo, con origini già nel XIII secolo. Nel 1596 i vini rossi dei colli fiorentini erano già considerati i migliori, tra cui proprio il Chianti.
Nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III, delineò i confini di produzione di questo vitigno che poi risulta essere praticamente lo stesso riconosciuto dalla DOCG del Chianti Classico nel 1984.
Il suo marchio è un gallo nero, simbolo della pace ottenuta dopo la lunga ostilità tra Firenze e Siena.
Il suo colore è rubino brillante, tendente al granato con l'invecchiamento, il sapore asciutto e armonico, che si affina al morbido con il tempo.
E' importante sapere che Il Chianti Classico va bevuto entro il 4° anno di produzione; si fa eccezione del Riserva che può essere bevuto fino e oltre il nono anno.
E' un vino da tutto pasto, ma soprattutto è ottimo l'abbinamento con i grandi sapori della tradizione toscana, tra cui la mitica Ribollita. Quando è più vecchio è perfetto con i grandi arrosti di carne, e in questo caso come non menzionare la costata fiorentina, e con la selvaggina da piuma (quaglie e tordi) e quella da pelo come il cinghiale.
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